Swami Satchidananda: il Guru di Woodstock

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Non era previsto che fosse Richie Havens ad aprire il festival, ma gli Sweetwater (che avrebbero dovuto suonare per primi) erano bloccati nell'allucinante traffico che aveva bloccato l'autostrada. Poiché Richie Havens era uno dei pochi cantanti già arrivati, gli organizzatori lo supplicarono di prendere il posto degli Sweetwater... e come ben sappiamo, Havens fu poi costretto a suonare per tre ore prima che qualcuno fosse pronto a sostituirlo! Empty Space Height: 32px Quoted text Empty Space Height: 32px Richie Havens nacque il 21 gennaio del 1941 a Brooklin ed era il più grande di nove fratelli. Dimostrò fin da subito di amare la musica: da ragazzino era solito organizzare piccoli gruppi musicali con gli altri ragazzini del quartiere e di esibirsi agli angoli delle strade di Brooklin. Lasciò Brooklin all'età di vent'anni per raggiungere Greenwich Village, il quartiere fulcro della nascente Beat Generation. Empty Space Height: 32px Quoted text Empty Space Height: 32px Le sue performance da solista fecero rapidamente il giro del quartiere, fino ad attirare le attenzioni del manager di Bob Dylan, Albert Grossman, che lo portò a pubblicare il suo album d'esordio Mixed Bag alla fine del 1966, che conteneva Handsome Johnny, Follow e una bellissima cover di Just Like A Woman dello stesso Dylan. Il suo primo singolo uscì l'anno dopo: No Opportunity Necessary. Nel 1969 Richie Havens aveva già pubblicato sei album, di cui uno entrò nelle classifiche statunitensi (Something Else Again, 1968) mentre altri due furono pubblicazioni non autorizzate della Douglas Records, con la quale Havens aveva lavorato durante gli anni al Greenwich Village. gli anni di woodstock Sebbene le sue prime esibizioni live avessero già contribuito ad alimentare la sua fama nella sfera musicale, fu la sua apparizione a Woodstock a catapultarlo sotto le luci della ribalta. Fu il primo a salire sul palco e mantenne l'attenzione di un pubblico sempre più numeroso per quasi tre ore: gli organizzatori continuavano a dirgli di continuare in attesa dell'arrivo degli Sweetwater, bloccati nel traffico. Freedom, la sua canzone più famosa, nacque proprio quel giorno. Empty Space Height: 32px Quoted text Trascinato dalla fama portata da Woodstock, Havens aprì il suo studio discografico, Stormy Forest, e registrò Stonehenge e Alarm Clock (in quest'ultimo c'era anche la famosa Here Comes the Sun dei Beatles, che aveva cantato anche a Woodstock). Alarm Clock fu il primo album a entrare nella TOP 30 degli USA e, seguendo il successo, la Stormy Forest produsse altri quattro album dal 1971 al 1974. Fra acclamate comparse in programmi TV, presenze al cinema e importanti impegni verso l'ambiente e l'educazione dei giovani al rispetto del pianeta, Richie Havens continuò ad esibirsi dentro e fuori dagli Stati Uniti e a pubblicare album fino agli anni Novanta. 800px-Richie_havens_at_the_turning_point Nel 2000 Richie Havens si unì ai Groove Armada nella composizione di Hands of Time, famosa colonna sonora del film Collateral con Tom Cruise (e successivamente usata anche in Domino con Mickey Rourke e Keira Knightley). Pubblicò nello stesso anno l'autobiografia They Can't Hide Us Anymore ("Non possono più nasconderci"), senza tuttavia fermare i suoi tour, che lo porteranno a pubblicare Wishing Well (2002) e Grace of The Sun (2004). Ormai consacrato alla storia come una delle più grandi ed esemplari voci d'America, ha ricevuto l'American Eagle Award e, qualche anno dopo, viene inserito nel Music Hall of Fame di Long Island. Ritornerà sul grande schermo nel film biografico sulla vita di Bob Dylan Io non sono qui (I'm Not There), dove impersona il vecchio Arvin, un personaggio che vediamo suonare "Tombstone Blues" di Bob Dylan davanti a un porticato. La sua versione della canzone compare anche nella colonna sonora. La sua passione per il cinema lo portò ad essere invitato alla cerimonia di apertura del festival di Cannes del 2008, dove suonò Freedom su richiesta di Sean Penn, in quell'anno presidente della giuria. Dopo l'uscita del suo ultimo album, Nobody Left To Crown (2008), Richie Havens continuò ad esibirsi fino al suo ritiro ufficiale nel marzo 2012, quando annunciò pubblicamente che si sarebbe ritirato dopo 45 anni di attività a causa dei suoi problemi di salute. È morto di attacco cardiaco nella sua casa nel New Jersey il 22 aprile del 2013. 5 curiosità su richie havens 1. Da parte di padre discende dai Piedi Neri, un gruppo etnico di nativi americani: il nonno si era infatto unito alla compagnia di Buffalo Bill e dopo un periodo nella riserva di Shinnecock si era sposato e trasferito a Brooklin; 2. Dal momento che "Freedom" era stata una canzone assolutamente improvvisata, Richie Havens dovette riguardare più volte il film di Woodstock per impararla nota per nota. La ripropose due settimane dopo Woodstock al Festival dell'Isola di Wight. 3. L'attore Sean Penn, presidente della giuria del festival di Cannes del 2008 al quale era stato invitato anche Richie Havens, gli chiese di cantare Freedom, una delle sue canzoni preferite. 4. Quentin Tarantino ha inserito una cover di Freedom cantata da Anthony Hamilton e Elayna Boynton nella colonna sonora di Django Unchained del 2012. 5. Su sua richiesta, le sue ceneri sono state sparse nel luogo esatto in cui si è tenuto Woodstock il 18 agosto del 2013, 44° anniversario del festival. Passa a Premium Ottimizzazione dei contenuti Enter a focus keyphrase to calculate the SEO score Social Avanzate Anteprima del titolo SEO: Sri Swami Satchidananda: il Guru di Woodstock ReWoodstock Festival Anteprima dell'URL:https://www.rewoodstock.com › sri-swami-satchidananda-il-guru-di-woodstock Anteprima della meta descrizione: Inserisci una descrizione meta editando lo snippet qui sotto. Se non lo fai, Google cercherà di indovinare dal tuo articolo cosa è rilevante per mostrarlo nei risultati di ricerca. Sidebar Position: Sticky sidebar Slideshow Type: Page as One-Pager Page as fullscreen vertical slider Parallax Footer Disable top margin Disable bottom margin Lazy loading disabled Redirect to subpage Hide Header Hide Footer Permetti commenti Permetti trackback e pingback in questa pagina. Autore Grazie per aver creato con WordPress. Versione 5.0.3 Singola Immagine Settings Titolo Widget Enter text used as widget title (Note: located above content element). 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Sri Swami Satchidananda: il Guru di Woodstock ReWoodstock Festival Impostazioni Immagine Filtra per tipo Filtra per data Cerca media Dettagli allegato sri-swami.jpg 29 Gennaio 2019 104 KB 1200 × 630 Modifica immagine URL Titolo Didascalia Testo alternativo Descrizione Smush 7 images reduced by 53,1 KB ( 6.0% ) Image Size: 103,9 KB View Stats I campi obbligatori sono contrassegnati * Link Show as Highlight? Highlight Type

SWAMI SATCHIDANANDA
Il Guru di Woodstock

Swami Satchidananda impiegò solo dieci minuti per la sua invocazione di apertura del festival di Woodstock, immediatamente dopo l’esibizione di Richie Havens. Forse è per questo motivo che quando si parla di Woodstock non si parla quasi mai di lui… e dire che lui è stato un vero e proprio protagonista della Summer of Love.

Oggi la nostra storia di Woodstock si ferma proprio su di lui.

“Non possiamo cambiare il mondo intero, ma possiamo cambiare noi stessi e sentirci liberi come gli uccelli”.

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Satchidananda è nato il 22 dicembre del 1914 a Chettipalayam, un piccolo villaggio del sud dell’India, con il nome di Ramaswamy Gounder – ma la famiglia lo chiamava affettuosamente Ramu.

Dopo aver concluso gli studi in agraria, il giovane Ramu lavorò per qualche periodo in un’azienda a conduzione familiare che importava motociclette, fino a fare carriera nel settore e diventare manager all’interno della India’s National Electric Works.
Si sposò molto giovane ed ebbe due figli, ma rimase vedovo dopo poco più di cinque anni dal matrimonio. Da quel momento in poi fu sua madre, Sri Vellamai, a occuparsi dei bambini, poiché Ramu aveva deciso di imbarcarsi nella vita d’asceta e trascorrere gli anni successivi facendo pratica di yoga.

“La creazione di una vita felice o infelice è tua, non è responsabilità di nessun altro. Sei il tuo migliore amico tanto quanto il tuo peggiore nemico”.

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Dopo la morte della moglie, Ramaswamy viaggiò attraverso l’India meditando su testi sacri e approfondendo i suoi studi con molti maestri spirituali per molti anni.

Dopo essersi trasferito a Rishikesh, una città santa ai piedi dell’Himalaya, incontrò il suo futuro guru, Silvanada Saraswati, il fondatore della Divine Life Society che gli diede il nome di Satchidananda Saraswati. Il suo nome deriva dall’unione delle parole sanscrite “sat”, “cit” e “ananda” che significano rispettivamente essenza, coscienza e benedizione.

A cavallo fra anni Cinquanta e Sessanta, si spostò in Sri Lanka e iniziò ad insegnare un approccio alla vita Hindu decisamente più innovativo: infatti guidava una macchina e indossava un orologio. Sebbene i più ortodossi ridicolizzassero questa sua abitudine, Satchidananda le riteneva fondamentali: l’automobile gli serviva per insegnare in tutti gli angolo dello Sri Lanka e l’orologio, ovviamente, per non arrivare in ritardo alle lezioni.

Quando vinci e guardi chi ha perso, cosa vedi? Una faccia sconfitta. Ma c’è una grande gioia nel perdere e nel guardare chi ha vinto sorridere di gioia. Chi sarà allora la persona più felice? Quella che ha portato la felicità negli altri.

swami satchidananda

il periodo in america

Dopo aver servito il suo guru per molti anni, Satchidananda visitò New York nel 1966. Gli Stati Uniti gli piacquero così tanto che prestò vi si trasferì definitivamente (prenderà ufficialmente la cittadinanza nel 1976).
Nella sua nuova casa iniziò a diffondere le sue tecniche di yoga e di meditazione, diventando piuttosto famoso in quel piccolo angolo di America che iniziava ad affacciarsi alla cultura orientale.

Proprio come Richie Havens e Santana, tuttavia, fu proprio Woodstock a portarlo all’attenzione pubblica con il suo memorabile discorso. Lo ascoltarono in 500.000  mila.

Swami Satchidananda insieme a Michael Lang, uno degli organizzatori del festival

Dopo il festival, Swami Satchidananda divenne uno dei guru più famosi fra le star di Hollywood e i musicisti occidentali, arrivando ad avere numerosi discepoli negli Stati Uniti.

Continuò la sua opera di diffusione e di insegnamento fino alla fine della sua vita: morì infatti poco dopo un discorso alla conferenza della pace di Chennai.

5 curiosità su satchidananda saraswati

1. È stato vegetariano per tutta la vita e sull’argomento ha scritto un libro dal titolo The Healthy Vegetarian.

2. Combattè per l’esercito indiano durante la Seconda Guerra Mondiale.

3. Prima di diventare Satchidananda Saraswati, era rimasto per anni in un monastero insieme al maestro e amico Ramana Maharshi. Incapace di sopportare il dolore del cancro che aveva colpito Ramana Maharshi, Satchidananda lasciò il monastero e se ne andò. Ramana Maharshi morì pochi anni dopo.

4. Il suo motto era “Facilità, pace e utilità”.

5. Fra i suoi discepoli più famosi ci sono Jeff Goldblum e Laura Dern.

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