I 10 più memorabili concerti degli artisti di Woodstock

concerto-jimi-hendrix

I 10 più memorabili concerti rock degli artisti di Woodstock (o quasi)

Oggi vogliamo festeggiare con stile il grande successo dell’edizione appena passata di ReWoodstock ripercorrendo con voi i più grandi concerti rock degli artisti di Woodstock (o quasi!).

È stato davvero difficile sceglierne solo dieci…

10°
la reunion dei santana a Mountain View
1986

Dopo lo sciogliemento della band originale che aveva suonato a Woodstock, praticamente sconosciuta alla folla, Santana aveva iniziato a esibirsi con diversi membri.
Ma nel 1986 il gruppo originale si riunì per uno straordinario concerto che celebrava il 20° anniversario della band. Suonarono qualcuno dei pezzi preferiti di Carlos Santana, inclusi “Se a Cabo”, “Jingo” e “Super Boogie”.


i doors al dinner key auditorium
1969

Il 1 marzo del 1969 i Doors si esibirono al Dinner Key Auditorium a Miami. In questo periodo Jim Morrison era un abituale consumatore di alcol e droghe, spesso anche durante le esibizioni che finivano per avere dei risultati memorabili.

Nel mezzo di questo show in particolare, Morrison iniziò a urlare contro il pubblico e a deridere la polizia in fila davanti al palco.

L’assurdo spettacolo è stato poi completato da un atto che avrebbe cementato per sempre la reputazione di Jim Morrison come uno dei frontman più pazzi mai visti: mostrò le sua parti intime ai fan ormai in delirio.

La polizia si arrampicò sul palco per trascinarlo via e Jim Morrison venne arrestato per atti osceni. Sfortunatamente Jim Morrison morì mentre il caso era ancora oggetto di appello.


il tour nel nord america dei grateful dead
1977

Dieci anni dopo Woodstock, ecco la “seconda rinascista” dei Grateful Dead.
Tutti sapevano che i Grateful Dead avrebbero potuto suonare con facilità all’infinito, ma quell’anno si scoprì qualcosa di nuovo: che quel loro suono conciso e stridulo poteva trascinare una folla altrettanto facilmente.

“Avevamo un sacco di nuove canzoni e un sacco di voglia di suonarle” racconta il cantante e chitarrista Bob Weir. “E l’unico modo per arrivare alla canzone successiva era di finire quella che stavamo suonando”.

Ironicamente, per una band che aveva sempre avuto poca pazienza per gli studi furono proprio delle sessioni di registrazione a rafforzare il loro rapporto. Terrapin Station, il più recente LP del gruppo, fu registrato con il produttore dei Fleetwood Mac, Keith Olsen, che aveva curato il loro album di svolta nel 1975; spinse la band a suonare e a provare più di quanto non avessero mai fatto prima.

Il risultato fu chiaro quando i Grateful Dead andarono in tour, trascinando la folla con i loro nuovi pezzi e con le loro vecchie canzoni.

“Ci sentivamo con divinità del rock” ha detto Weir.

La vetta si raggiunse l’8 maggio alla Cornell University, che diventerà il più grande show mai fatto dalla band.


bob dylan, Rolling Thunder Revue
1975-76

Bob Dylan (altro grande assente di Woodstock) avrebbe potuto esibirsi nelle arene americane per sostenere l’album del 1976 Desire. Invece, fedele alla sua essenza, fece ciò che nessuno si aspettava: prenotava piccoli teatri con pochi giorni di preavviso, vendeva i biglietti a meno di 9$ e si esibiva con i suoi amici – fra cui Joan Baez, Roger McGuinn e Ramblin’ Jack Elliott.

Dylan aveva ripreso a frequentare i suoi vecchi locali del West Village con i suoi amici, e voleva trascinare in strada proprio quella nostalgia.

“Suoniamo, suoniamo, suoniamo… e poi ridiamo fino a svenire!” aveva raccontato Joan Baez. “Per noi non fa differenza suonare per 15 o per 15.000 persone”.


neil young and crazy horse, winter american tour
1970

 

All’inizio del 1970, Neil Young aveva raggiunto il successo grazie a Crosby, Stills, Nash and Young. Durante una pausa dalla band e dalla registrazione del suo terzo LP da solista, “After the Gold Rush”, Young presentò i suoi nuovi fan alla sua altra band, i Crazy Horse – uno stile rock totalmente diverso – in un tour fra club, teatri e occasionalmente anche auditorium dei college.

Era un suono mai sentito prima, un caos crudo che si apriva sempre con un breve set acustico. Canzoni come “Down by the River” e “Cowgirl in the Sand” a volte duravano anche 20 minuti, e Young si esibiva in assoli sconclusionati con Danny Whitten, il chitarrista.

A marzo Bill Graham li prenotò per il Fillmore East per quattro spettacoli in due notti.
Ogni notte, Whitten cantava “Come on Baby Let’s Go Downtown”, un pezzo che parlava dell’eroina, che il chitarrista aveva iniziato a usare pesantemente in quel periodo. Una sera, nel backstage, Young scrisse su un pezzo di carta la frase “I’ve seen the needle and the damage done” (Ho visto l’ago e il danno fatto), una frase destinata ad anticipare il triste destino di Denny Whittern, che sarebbe morto solo due anni più tardi.

La canzone di Young su di lui, “The Needle and the Damage Done” era in Harvest, l’album più venduto del 1972.


the beatles, shea stadium
1965

Altri assenti da Woodstock, ma ben radicati nei nostri cuori.
Diciamo che i Beatles non erano esattamente degli amanti dei live: si lamentavano sempre di non potersi sentire fra loro a causa delle urla del pubblico.

Ma il loro concerto allo Shea Stadium di New York il 15 agosto del 1965 divenne il più grande show dell’epoca e un vero punto di svolta per la band – che tuttava si sarebbe ritirata dalle perfomance live solo l’anno dopo.

Dopo quel concerto si ritirarono in studio (filmato e trasmesso in tutto il mondo) per creare i più grandi pezzi della seconda parte della loro mitica carriera.


gli who all’università di leeds – 1970

 

Dopo Tommy, l’opera rock del 1969, gli Who erano intenzionati a ritornare alle proprie radici con un album dal vivo. Pete Townshend detestava le registrazioni fatte durante il tour americano al punto che – in puro stile Who – arrivò a bruciarle in un falò.

La soddisfazione ritornò a casa, in Inghilterra, davanti a 2000 famelici fan dell’Università di Leeds, nella quale la band suonò ben 38 canzoni, fra cui “My Generation”, di quasi 15 minuti.
In seguito Townshend lo avrebbe definito “il più straordinario pubblico per cui abbiamo mai suonato”.

 


tour internazionale dei led zeppelin
1969

I Led Zeppelin non salirono sul palco di Woodstock perché erano impegnati in un loro concerto poco lontano, ma non possiamo escluderli… ci siamo affezionati a Extrawoodstock!

Prima degli aerei privati, delle montagne di cocaina e delle accuse di magia nera, i Led Zeppelin erano solo quattro tizi che iniziavano a scrivere la storia del rock in America.
La loro prima “botta” agli Stati Uniti arriva verso la fine di dicembre del 1968, poco prima del loro album di esordio.

“Ricordo di aver raggiunto un teatro e, da dietro il tendone, sentii la voce annunciare – Vanilla Fudge, Taj Mahal e supporto” ha raccontato Robert Plant. “Ho pensato – Wow, eccoci, siamo noi il supporto!”.

La gente iniziò a imparare presto il loro nome.
Un mese dopo, scatenarono il delirio con un’esibizione di quattro ore al Boston Tea Party.

“Avevamo suonato per la nostra solita ora…” ha detto John Paul Jones. “Ma il pubblico non ci faceva scendere dal palco”.

Dopo 168 esibizioni solo in quell’anno, la strada per la gloria dei Led Zeppelin era ormai in discesa.

“Ragazzi, questo gruppo potrebbe davvero diventare una delle band più grandi della storia!” aveva esclamato Jones. “Speriamo di non rovinare tutto!”.

Per fortuna non lo fecero, e a riprova della loro grandiosità musicale vogliamo citare anche il tour del 1973, e in particolare lo storico concerto a Madison Square a New York.


big brother and the holding company american tour
1968

 

Proprio come la maggior parte della carriera di Janis Joplin, il tour per sostenere Cheap Thrills, l’album del 1969 con i Big Brother and the holding company fu un trionfo nato dal puro caos.

Alla vigilia del tour, Janis aveva annunciato di essere decisa a lasciare la band e scatenando vere e proprie battaglie con i musicista. Eppure fu proprio quella tensione – insieme a innumerevoli prove in studio – a rafforzare quello che, secondo il batterista Dave Getz, “non era un gruppo stretto”.

La combinazione della voce stridente e selvaggia di Janis e del blues lamentoso dei Big Brother si rivelò straordinaria.

 

concerti migliori janis joplin


the jimi hendrix experience worldwide tour
1967

 

L’album di debutto del 1967, Are You Experienced, ha consolidato il genio di Jimi Hendrix, e i quasi 200 live show che ha fatto per pubblicizzarlo gli hanno garantito la leggenda.

Sostenuto dal suo gruppo inglese – il bassista Noel Redding e il batterista Mitch Mitchell – Hendrix ha liberato la chitarra elettrica, trasformando ogni spettacolo in una vera e propria esplorazione pirotecnica.

Negli Stati Uniti il coming-out di Hendrix è stato il Monterey Pop Festival, dove Hendrix ha incendiato la sua chitarra, terrorizzando i vigili del fuoco e lasciando la folla in estasi.
Durante il tour hanno suonato accanto ai Pink Floyd, Cat Stevens, in ogni tipo di luogo, dai teatri ai bar per motociclisti… nel marzo del 1967 suonarono perfino durante un ballo di laurea a Parigi.

Il momento culminante della Summer of Love arrivò all’inizio di giugno, quando l’Experienced suonò a Londra: con i Beatles in mezzo alla folla, Hendrix aprì con la loro Sgt. Petter’s Lonely Hearts Club, il cui album omonimo era uscito solo due giorni prima.