ExtraWoodstock: oltre il festival!

ExtraWoodstock: oltre il festival!

Non tutti i più grandi gruppi degli anni Sessanta salirono sullo storico palco di Woodstock: Joni Mitchell era stata tenuta alla larga dal festival dal suo manager, i Beatles erano in crisi, Mick Jagger dei Rolling Stones era impegnato nelle riprese di un film di dubbio gusto in Australia, i Led Zeppelin avevano preferito l’idea di farsi un loro personale concerto nel New Jersey…

(Abbiamo parlato delle più grandi band assenti QUI).

Ma cosa sono gli anni Sessanta senza i Beatles?

Quest’anno Rewoodstock apre le braccia a ExtraRewoodstock, quattro live che omaggeranno anche chi nell’agosto del 1969 era ben lontano da Bethel!

DOORS

men at the doors

sabato 9 giugno alle 16:30 e alle 1:30

Arrivano i Men at The Doors a far risorgere gli straordinari Doors!

La band nasce nel 2006, da un’idea del batterista Adriano ‘Driade’ Polito e del cantante Swan, che con tanto di chitarrista e tastierista al seguito fondano la tribute band.

Swan, autentico clone del vero Morrison nelle movenze, nel look e nella timbrica vocale porta avanti l’ambizioso progetto con l’aiuto dell’amico Driade e si mette sulle tracce dei musicisti adatti a riempire le caselle rimaste scoperte. Vengono contattati e ingaggiati Carlo “Charliestar” Battistella, chitarrista torinese già attivo in diverse altre band con la passione in particolare per i Rolling Stones e Francesco “Cekko” Aubry, tastierista da Cuneo impegnato in un tributo ai Pink Floyd e altri progetti paralleli.
Siamo nell’estate 2014 e basta una sola prova a far capire ai quattro che l’impresa di riportare in vita il magico sound dei Doors a cavallo tra Blues e Psichedelia è fattibile. Allo studio della scaletta e delle parti si affianca parallelamente l’intenzione di offrire uno spettacolo che coinvolga anche la parte visiva e si mettono a punto le idee sul look (perfetto stile anni ’60 ispirato agli abiti di Morrison, Manzarek e soci) e sulle soluzioni sceniche da adottare. La cura e l’attenzione nella ricerca del sound trovano la giusta dimensione mediante l’utilizzo di strumentazione vintage originale, dalle chitarre al celebre organo Vox utilizzato dallo stesso Manzarek. Ovviamente e volutamente manca il bassista e le parti vengono affidate alla mano sinistra di Cekko sulle note basse di Rhodes proprio come succedeva col Fender Piano Bass.

Il loro entusiasmo e il loro impegno travolgeranno il pubblico di Rewoodstock. E, come dicono loro: “THIS IS THE END… o meglio, è solo l’inizio!”.

Perché i Doors non erano a Woodstock?

I Doors apparentemente davano una grande importanza a Woodstock, ma declinarono comunque l’invito. Non per una sovrapposizione di impegni, ad ogni modo. Robby Krieger, più tardi, avrebbe detto: “Non abbiamo suonato a Woodstock perché eravamo stupidi e abbiamo rifiutato. Credevamo fosse solo una replica del festival di Monterey”. John Desnmore, ad ogni modo, la pensava in modo diverso. Era effetivamente al festival. Densmore appare al fianco di Joe Cocker nel film del concerto.

led zeppelin

mothership

sabato 9 giugno alle 17:30

L’ultima comparsa in pubblico dei Led Zeppelin risale al 2007 con un concerto in memoria di Ahmet Ertegun, lo storico discografico della Atlantic Records che lì scoprì. Questo evento straordinario ha prodotto un album dal nome Mothership, al quale la band si è ispirata per cercare di ricreare quelle misteriose e calorose atmosfere degli anni passati ma sempre così moderne allo stesso tempo.

I Mothership suonano dal 2007 in tutti i maggiori locali e nelle più grandi feste d’ Italia.

I concerti sono delle rievocazioni dei fantastici concerti dei Led Zeppelin, con ampi spazi musicali e una cura perfetta dell’immagine e delle sonorità. Secondo loro per suonare i Led Zeppelin non basta ripodurre le loro parti, devono immedesimarsi in loro e immergersi in quel clima elettrico che li ha fatti diventare il mito che sono oggi!

Sono pronti a scuotere l’intero Rewoodstock!

Perché i Led Zeppelin non erano a Woodstock?

I Led Zeppelin erano stati naturalmente invitati. Ma il manager Peter Grant decise che per loro fosse preferibile esibirsi in un proprio concerto. Anziché andare a Woodstock, la band si esibì all’Asbury Park Convention Hall nel New Jersey, proprio a sud di Woodstock, per due dei quattro giorni del festival. Grant, in Led Zeppelin: The Concert File ha detto: “Ho rifiutato perché al Woodstock saremmo stati solo una band fra tante sul programma”.

BEATLES

the MENLOVE

domenica 10 giugno alle 16:30

Saranno i The Menlove a far rivivere a Rewoodstock lo storico quartetto di Liverpool.

Nascono nel 2008 dall’incontro di quattro musicisti professionisti con alle spalle una vasta ed importante esperienza live e in studio affianco ai grandi nomi del panorama della musica italiana. Lo show comprende una quarantina di canzoni tra le più famose dei Beatles, eseguite filologicamente e rigorosamente con gli stessi strumenti d’epoca e costumi di scena vintage.

La sfrenata passione comune per il quartetto di Liverpool ha fatto in modo che il progetto di una Beatles tribute fosse finalmente realizzabile.

Lo show comprende una quarantina di canzoni tra le più famose dei Beatles, eseguite filologicamente e rigorosamente con gli stessi strumenti d’epoca e costumi di scena vintage. In repertorio: tutti i singoli più celebri, alcuni B-sides e brani del periodo “Cavern club” e “Amburgo”.

La band ha calcato i palchi dei Liveclub più noti del circuito italiano come il Musik Off (Modena), il Locomotiv (Bologna), Rock Island (Rimini), Deposito Giordani (Pordenone), il BradiPop (Rimini), Chet Baker (Bologna), Teatro Verdi (Cesena), Naima Club (Forlì) e hanno partecipato a varie trasmissioni radiofoniche e televisive tra cui X Factor, il celebre programma in onda su Rai 2, esibendosi in diretta in prima serata nella puntata del 07/10/09.

Rolando Giambelli (Presidente di Beatlesiani d’Italia associati) con il quale collaborano a diversi progetti, li ha definiti “superbamente filologici”.

Perché i Beatles non erano a Woodstock?

Le voci che i Beatles sarebbero apparsi a Woodstock sembravano ormai consolidate, e si erano alimentati dopo il loro soprendente concerto sul tetto dell’Apple Records di Londra. Le ragioni per le quali alla fine non hanno suonato sono numerose. Una teoria vedrebbe John Lennon insistere per avere Yoko Ono sul palco. Un’altra cita problemi di immigrazione di Lennon. Un’altra ancora sostiene che i Beatles, molto semplicemente, non potevano sopportare un’ultimo concerto insieme.

Beat italiano anni ’60

the sixty beat

domenica 10 giugno alle 18:00

Sebbene ben lontani da Bethel e dagli Stati Uniti del 1969, non possiamo negare che anche in Italia ci sia stato un decennio di forte controcultura e musica beat.

Saranno i The Sixty Beat a sventolare la bandiera del patriottismo musicale a ReWoodstock, con un mix di brani del beat italiano anni Sessanta riarrangiati in chiave rock, reggae e ska e armonizzati a due o più voci. Portano con loro i brani più famosi del panorama italiano di quegli anni: Tenco, Nada, Rita Pavone, Equipe84, I Corvi e tanti altri…

Quello nel quale ci accompagneranno sarà un viaggio sull macchina del tempo della musica, verso un’Italia che ha vissuto la Beat Generation con più forza e con più “capelloni” di quanto a volte non ricordiamo.

La musica beat italiana

Fu la British Invasion a scatenare la controcultura anche in Italia, facendo sorgere un folto gruppo di complessi (molti dei quali sono tutt’oggi in attività, anche se la maggior parte si è avvicinata al genere melodico).
Una delle prime a debuttare è l’Equipe 84, quasi in contemporanea con la nascita delle prime riviste di musica giovanili e i primi locali di musica beat.
A differenza del resto mondo, in Italia il beat è stato duro a morire e sopravviverà fino agli Anni Settanta.

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